giovedì, maggio 21, 2009

sadosado masomaso


Jenny saville

"racconto tutto questo a voi, amici del gruppo per la disintossicazione da pornografia, per dirvi che io sono morto, e che mia moglie mi amava. Ne sono sicuro. Anche se sei mesi fa, si presenta a casa con Arthur. Arthur è un un amico che ha conosciuto al gruppo di autoincoscienza. Prima ha frequentato quello per gli ex dipendenti dalla coccoina, e poi prima ancora uno sulla depressione post parto. Io e mia moglie non abbiamo mai avuto figli. Dopo cena, torna dal bagno vestita come un sub, ma coi tacchi e il boccaglio. Arthur era già in mezzo al soggiorno su una sella da pony completamente nudo con un cinturone giocattolo a fare il cavallo a dondolo. Mia moglie si annoiava capite, diceva che aveva bisogno di stimoli, che dopo dieci anni il desiderio va scemando. per questo nel mio salotto c'era un uomo nudo alto mezzo metro, con un aggeggio enorme e che stava in piedi appoggiato su tre gambe come un manfrotto. da qui al sadomasochismo il passo è stato brevissimo, una discesa verso gli inferi, siamo passati dalle sculacciate alla mazza da crickett, arrivando dritti dritti fino allo scambio delle coppie in un casale sull'Appia antica per adepti di una setta sadomaso. per entrare ho dovuto fare un giuramento, e poi sottopormi ad una prova di coraggio, avere un erezione durante la proiezione di "incompreso" in una stanza buia. Ah, dimenticavo, Arthur è un nano. Se non si fosse capito."

stanza rossa, ore 23.00
lei è vestita da gerarca nazista, io da palombaro. ho una specie di muta in pelle e un buco per respirare e un altro per pisciare, come minimo. ho anche due occhialetti da piscina, graduati, perchè da lontano non ci vedo un cazzo. Insomma sembro Darth Vader in tenuta da notte, ma con un lucchetto da valigia attaccato allo scroto, e ho pure scordato la combinazione.
"Ciao stronzetto", "ciao troia", comincia bene, mi fa il saluto romano e poi mi scudiscia le cosce, io la schivo con grazia da peso leggero e le entro nella guardia infilandole un vibratore acceso in mezzo alle costole. lei geme e tenta un calcio girato con un tacco a serramanico, comincio a perdere sangue da un fianco. "fa male vero maialetto?" tiro fuori a sorpresa uno sgabello da circo, lei ruggisce e io cerco di ammansirla frustandola con un reggiseno di cuoio, striscia a terra e mi addenta un polpaccio, cacciandoci dentro i canini, e cominciando un vero e proprio salasso. "vacca sanguisuga", cerco di marchiarla a fuoco come una vaccina con un ferro di cavallo arroventato con lo stemma di Bonanza stampato sopra. Si divincola, la pelle sfrigola e sento odore di bistecca ai ferri, "bastardo!" mentre scivolo sul linoleum sporco di sudore e sangue cerca di incollarmi le orecchie alle tempie con dello stagno e un saldatore a pila che tiene in una fondina. Le infilo lo sperone che porto alla caviglia nello stinco, lei bestemmia, io la aggiro e le infilo un profilattico in testa cercando di asfissiarla. La nazista non demorde e afferra il lucchetto tirandolo fino alle ginocchia, cerco una combinazione a caso, mentre urlo come un macaco, niente. Sono piegato, e l'infame tenta di spillarmi il culo con una sparachiodi, "sono il tuo padrone, zoccola", "cara la mia testina di cazzetto, la padrona sono io", e parte con una mazza chiodata medioevale che fa roteare come una valchiria. non faccio in tempo a schivare, e la mia rotula si va a infilare sotto un mobile, mentre mi scendono le lacrime, sono a terra, lei mi monta a cavalcioni sul petto, gridando "a morte gli schiavi", e mentre sto per perdere i sensi mi tira fuori la lingua e ci attacca dodici e dico dodici mollette per i panni. Allungo una mano e trovo il fido fallo in policarbonato e gomma, (modello Leroy Black Hammer, 35 cm, caricabatterie e fodero in pelle, 45 & su e-bay) lo afferro e con l'ultimo barlume di coscienza che mi rimane e glielo suono in piena fronte. E la sua fronte fa crack. Lei rovescia gli occhi all'indietro, e poi mi sviene sddosso trafiggendomi il torace con un collare da pitbull chiodato. Guardo il mio corpo dall'alto, un grande spettacolo, sapeste. Vedo un tunnel bianco con una luce in fondo, la seguo. Alla fine in un bagliore da riflettori, c'è scritto "solo per adulti" entro. Poi, mi ricordo la combinazione del lucchetto, troppo tardi. "Referto nr° 234 - reparto di medicina legale del Policlinico Gemelli di Roma: Trauma cranico, nove costole rotte, frattura della mandibola, perforazione della pleura, emorragie interne"

stanza verde, ore 23.30
E' mezz'ora che siamo seduti uno di fronte all'altra. Aspetto che faccia qualcosa, mi chiederà di stare seduta a leccargli le scarpe magari, ma non muove un muscolo, abbassa lo sguardo, gli piace farmi aspettare, devo trattenermi dal supplicarlo. E non ho nemmeno il mio orsacchiotto qui. Arrossisce un po, evita il mio sguardo, si gratta il mento, ci mancava solo il principiante. Provo a sollevare un po il grembiule da quarta elementare con il fiocco blu, potrei provare ad eccitarlo strusciandomi contro il pallottoliere, o succhiandomi una treccina, oppure facendo scoppiare palloncini di chewing gum rosa con la lingua. Me la sono depilata, per sembrare più piccola. Chissà cosa penserebbero i miei allievi se mi vedessero ora. Potrebbe frustarmi, o sculacciarmi magari, se mi dicesse che sono stata cattiva potrei mettermi in ginocchio e scongiurarlo di perdonarmi. Ma non fa un cazzo, suda, gronda come una fontana e solo ora mi accorgo che è vestito da scoiattolo. Un colpo di tosse appena, fischietta, sento il rumore delle chiavi nelle sue tasche. Ora gli dico che non ho fatto i compiti, così si incazza e mi mette in ginocchio dietro la lavagna, non ho giustificazioni, ecco. Deve punirmi per forza, gli avvicino il battipanni con un piede. Ma che fa, sbadiglia, ha sonno, non sono stata abbastanza cattiva, e allora perché mi sento così in colpa? No, no, adesso dico le tabelline sbagliate, e voglio vedere se non mi fa il culo viola. Ma quanto tempo è che siamo qua? Ho fame, e sonno, lo scoiattolo russa e sbava da un lato. Perché nessuno mi sgrida? Che ho fatto di male per meritare di non essere punita? Niente.

"racconto tutto questo a voi, amici del gruppo per la disintossicazione da pornografia, per dirvi che mia moglie mi amava sicuramente, e anche che se andate in una villa per scambisti sulla Via Appia antica, tanto per dirne una, prima assicuratevi almeno di aver assortito bene le coppie. E cosa più importante, che io sono morto. Di noia"

22 Comments:

Anonymous Anonimo said...

senti, magari la leggo più tardi, che mi sono appena svegliata

che la noia, i tuoi post, non sanno manco cosa sia...

8:43 AM  
Anonymous Anonimo said...

il commento sopra (o sotto) non firmato è free

sto cappero di blogspot

8:44 AM  
Anonymous Anonimo said...

la curiosità è femmina, proverbio nazional popolare,
l'ho sbirciato, come sopra: meglio leggerlo dopo una colazione abbondante...
tu togli il fiato
ciao hobbs
free

8:46 AM  
Blogger hobbs said...

free: e qui è aperto 24 h su 24, lo sai...

10:11 AM  
Anonymous Anonimo said...

ancora più intenso di come lo immaginavo.. rimango sempre ammirata dalla tua capacità di fondere tragedia e ironia.
sei proprio bravo..*

dea

1:46 PM  
Blogger hobbs said...

dea: ma sai, se mentre fai sesso ti fai infilare delle puntine da disegno sulle natiche, tragedia e ironia sono parte integrante dell'evento. E' che il mondo fa ridere, anche quando non vorrebbe....

2:17 PM  
Anonymous colleradiletta said...

a "cerco una combinazione a caso" ho riso di gusto. ora credo invece che comincerò a rivalutare il concetto di "normalità".

3:42 PM  
Blogger hobbs said...

colleradiletta: che poi, forse, la normalità oggi è anticonvenzionale.

4:04 PM  
Anonymous colleradiletta said...

si, siamo tutti tremendamente tragressivi. sovversori dellAnormalità

7:04 PM  
Anonymous albafucens said...

bellissimo, ironico, divertente e molto realistico per un attimo ho pensato di trovarmi al cinema.

7:00 PM  
Blogger hobbs said...

colleradiletta: il fatto è che si pronuncia nello stesso modo...

albafucens: (grazie, grazie..) al cinema devo molto, o forse gli deve molto il mio immaginario. io gli sgancio sette euro ogni volta, per dire.

11:44 PM  
Anonymous ziacassie said...

mi pare di vederla (anche se non la conosco)anche con le pinne e il boccaglio
(non riesco a non pensare alla scena de Il laureato con Benjamin che esce dalla piscina)


http://www.homevideos.com/freezeframes/graduate28.jpeg

4:13 PM  
Blogger hobbs said...

ziacassie: come e quanto si riesce ad essere così inconsapevolmente ridicoli?

5:04 PM  
Anonymous Silvia said...

Certo che per essere sado è sado e per essere maso è maso. Anche il titolo lo trovo geniale:)

12:20 AM  
Blogger hobbs said...

silvia:(grazie davvero) :) e mi sa che è nato tutto dal titolo. come spesso mi succede...

1:01 AM  
Anonymous harveyz said...

genio del nudo. non quello fisico.

11:00 AM  
Blogger hobbs said...

harveyz: (rosso pompeiano) sto scrivendo una cosa sul calcio, e mi sei venuta in mente, ma non chiedermi perchè.

11:28 AM  
Anonymous didola said...

lo stemma di bonanza è un colpo da maestro
si alla fine il sesso logora
specialmente chi non lo pratica :-)

10:33 PM  
Anonymous Anonimo said...

E già che ci ho "perso" tempo a leggere ma poi non è stato perso ma trovato e sorriso e, ordunque sono al dunque, pulp-ironico e divertente.

mi piacciono le svariate possibilità che vengono dalle parole (e anche dalle puntine)

;-) Ale

10:49 AM  
Blogger hobbs said...

didola: il sesso è peccato, se non lo fai...

ale: benvenuta/o, e poi grazie, soprattutto per il tempo "trovato"

11:08 AM  
Anonymous greis said...

avere un'erezione durante la proiezione de l'incompreso.
più lo leggo e più.. boh. certe cose sono semplicemente super.

1:41 PM  
Blogger hobbs said...

greis: eroica... :)

2:02 PM  

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