martedì, luglio 18, 2017

[stanza 23]












La vita non sa niente di noi. E cosa vuoi che importi a chi comanda le maree, a chi doma le stagioni e gli elementi, dei nostri bisbigli e del tintinnio della tua bigiotteria mentre rovesci gli occhi al soffitto, dei baci, dei nostri sguardi clandestini nelle pensioni da poco. Il mondo non sa niente di noi, del tuo rossetto sul bicchiere, della bibbia nel cassetto, del tuo culo bianco tra le lenzuola annodate per l'ennesima fuga all'alba. Cosa vuoi che importi di noi al tizio che attraversa la strada, all'orologio fermo all'angolo, al libro con le pagine sottolineate della ragazza sull'autobus. Niente. Ecco, l'amore è cosa da niente sai e Il tempo è così poco, piccola, che perderne altro a spiegarcelo, mi sembra l'ultima nostra bestemmia.


venerdì, luglio 14, 2017

[chiamami]



















Il cameriere aveva fatto scivolare la giacca a terra, uscendo di scena con un vassoio di linguine allo scoglio pieno di gusci. Raccogliendola, aveva infilato la mano nella tasca e il foglietto era ancora sul fondo coi suoi numeri scritti a penna, piegato con cura in mezzo a pochi spicci. Gli altri Erano tutti lì, poco oltre le bottiglie della minerale e del vino vuote per metà. Un mormorio distratto in mezzo agli avanzi e al tintinnio delle posate e dei bicchieri. Famiglie, pensava, persone unite nel bene e nel male con il proprio vissuto, complicità, piccoli sguardi di cui non avrebbe mai potuto sapere o far parte. Guardava. Guardava lei che aveva accostato le labbra all'orecchio di lui, che era venuto appena avanti con il busto come per ascoltare un segreto, aveva sorriso con il naso tra i suoi capelli, un attimo dopo. Mentre svuotava la bustina di zucchero nella tazzina, ebbe netta la sensazione del caffè amaro e della differenza tra sentirsi solo ed esserlo. Pensò alla sua voce e alle sue mani che giocavano con un orecchino. Aprì il nuovamente biglietto. Spostò la sedia indietro e alzandosi disse: "Vado a lavarmi le mani" .